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Il Pectus Excavatum Causa Reflusso, Palpitazioni o Fiato Corto?

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Il pectus excavatum può influire su più aspetti oltre all'aspetto della parete toracica. Questa deformità strutturale si verifica quando lo sterno e la cartilagine costale vicina si incurvano verso l'interno. Per molto tempo è stata considerata soprattutto una questione estetica, ma studi pubblicati negli ultimi anni mostrano che, a seconda della gravità, può influire anche sul funzionamento del cuore e dei polmoni [1][2]. In questo articolo analizziamo, sulla base di ciò che dice davvero la letteratura, i tre sintomi più spesso chiesti da pazienti e famiglie: palpitazioni, fiato corto e reflusso.

L'approccio medico su questo tema è cambiato gradualmente. In passato l'impatto del pectus excavatum sulla salute veniva spesso sottovalutato; con il miglioramento delle tecniche di imaging (ecocardiografia, tomografia computerizzata, test da sforzo cardiopolmonare) è diventato più chiaro quanto lo sterno infossato possa avvicinarsi alle strutture vicine al cuore [3]. Le pubblicazioni attuali sottolineano che i sintomi possono variare in base alla gravità della deformità e alla zona dove la compressione è maggiore [2].

Le pubblicazioni collegano palpitazioni e fiato corto agli effetti meccanici della parete toracica.

Questi tre disturbi hanno cause diverse e non compaiono sempre insieme nello stesso paziente. Palpitazioni e fiato corto sono in gran parte legati all'effetto meccanico della parete toracica su cuore e polmoni, mentre per il reflusso la letteratura non descrive ancora un meccanismo altrettanto chiaro. Le sezioni seguenti affrontano ciascun punto separatamente; l'obiettivo non è diagnosticare, ma riassumere fedelmente ciò che dicono le pubblicazioni.

Palpitazioni: una questione di pressione vicino al cuore

Le palpitazioni sono tra i riscontri cardiaci più studiati nel pectus excavatum. Quando lo sterno si infossa, in particolare se il punto di massima compressione si trova vicino al lato destro del cuore (ventricolo destro, area della valvola tricuspide), può esercitare una pressione esterna su quella regione [2][4]. Questa pressione può impedire al cuore di riempirsi adeguatamente durante la diastole (fase di rilassamento); l'organismo può compensare aumentando la frequenza cardiaca, percepita dal paziente come palpitazioni [4].

Questi effetti sono di solito più evidenti durante l'esercizio. Una compressione non percepita a riposo può diventare più evidente quando il cuore deve pompare più sangue durante uno sforzo fisico. Studi osservazionali su atleti mostrano che palpitazioni indotte dall'esercizio, dolore toracico e presincope (sensazione di svenimento) sono riportati più spesso del previsto nelle persone con pectus excavatum, sebbene ciò venga spesso trascurato nella cardiologia dello sport [1]. Alcuni casi clinici descrivono tachicardia sinusale prolungata e altrimenti inspiegata, risultata poi legata a un'insufficiente riempimento cardiaco causato dal pectus excavatum [4].

Questi riscontri possono comparire anche nell'elettrocardiogramma. Le pubblicazioni segnalano che alterazioni come il blocco di branca destro, la deviazione dell'asse e l'ingrandimento atriale sono più frequenti nelle persone con pectus excavatum, talvolta insieme a prolasso della valvola mitrale o aritmie [1]. Non tutti i pazienti presentano questi riscontri; la gravità della deformità e la posizione della compressione sono i fattori principali [2].

Fiato corto: capacità polmonare o restrizione meccanica?

Il fiato corto è uno dei disturbi più frequentemente riportati dai pazienti con pectus excavatum. In un sondaggio internazionale tra pazienti, una parte significativa ha riferito fiato corto e dolore toracico da sforzo, su base quotidiana o settimanale. I test di funzionalità polmonare risultano normali in alcuni pazienti, mentre in quelli con deformità più grave può emergere un pattern restrittivo [5][6].

Un aspetto interessante è che il fiato corto non è sempre direttamente proporzionale alla capacità polmonare. Alcuni studi hanno riscontrato che la riduzione della capacità di esercizio e la dispnea non sono fortemente correlate ai risultati dei test di funzionalità polmonare, il che suggerisce che il meccanismo non si limiti al solo volume polmonare - anche la restrizione meccanica della parete toracica e fattori legati al cuore potrebbero avere un ruolo [6]. Un'altra revisione sottolinea che questa limitazione respiratoria nel pectus excavatum è stata a lungo sottovalutata, sebbene oggi il meccanismo sia meglio compreso [5].

Per questo la valutazione del fiato corto non dovrebbe basarsi su un solo test. In uno stesso paziente possono intervenire contemporaneamente fattori cardiaci e respiratori; valutazioni combinate come il test da sforzo cardiopolmonare possono quindi fornire più informazioni di un semplice test di funzionalità polmonare a riposo [6].

Quanto è chiaro il legame con il reflusso?

Sul reflusso - il ritorno del contenuto gastrico nell'esofago - la letteratura non descrive un meccanismo altrettanto chiaro rispetto ai riscontri cardiaci e respiratori. Alcune famiglie e pazienti sospettano che il cambiamento strutturale della parete toracica possa influenzare la distribuzione della pressione addominale o la posizione del diaframma, contribuendo a sintomi simili al reflusso; tuttavia, al momento è limitata l'esistenza di una fonte scientifica verificata e su larga scala che stabilisca un legame causale diretto tra pectus excavatum e reflusso.

Per questo, in un paziente con pectus excavatum e sintomi di reflusso, il primo passo è stabilire se il reflusso sia una causa indipendente oppure coincida semplicemente, per caso, con la deformità toracica. Il reflusso è un disturbo piuttosto comune nella popolazione generale, e la sua presenza insieme al pectus excavatum non stabilisce di per sé un legame causale. Arrivare a una conclusione definitiva richiederebbe una valutazione specifica e separata; questo articolo non formula un'affermazione causale netta in merito.

I tre sintomi possono comparire insieme nello stesso paziente?

Sì, ma questo non significa che condividano lo stesso meccanismo. Un paziente può presentare sia palpitazioni che fiato corto, poiché entrambi possono essere legati agli effetti meccanici della stretta relazione tra parete toracica, cuore e polmoni [2][6]. Il reflusso, invece, è più probabilmente un problema di salute indipendente che coincide nella stessa persona; la presenza contemporanea dei tre sintomi non significa automaticamente che si causino a vicenda.

La gravità della deformità può anche influenzare quale sintomo sia predominante. Poiché profondità e posizione della compressione possono colpire diversamente diverse strutture (ventricolo destro, tessuto polmonare), due persone con la stessa diagnosi possono avere profili sintomatici molto diversi. Confrontare direttamente l'esperienza di un paziente con quella di un altro può quindi risultare fuorviante.

Quando rivolgersi a uno specialista, e a quale

La valutazione di un paziente con pectus excavatum che presenta palpitazioni, fiato corto o reflusso non può essere ridotta a una sola specialità. In base ai riscontri, possono essere coinvolti chirurgia toracica, chirurgia pediatrica, cardiologia o pneumologia - singolarmente o in combinazione; quale abbia la priorità dipende dall'età del paziente, dal tipo di sintomi e dalla gravità della deformità. Come Pectuslab, con sede a Kadıköy, Istanbul, offriamo anche supporto informativo alle famiglie in questo percorso di valutazione per indirizzarle verso lo specialista giusto.

Una valutazione tempestiva è particolarmente consigliata quando: le palpitazioni aumentano con lo sforzo e non si risolvono a riposo; il fiato corto limita le attività quotidiane; oppure il reflusso è resistente al trattamento. Nessuno di questi riscontri costituisce di per sé un'emergenza, ma un controllo regolare è importante sia per arrivare alla diagnosi corretta sia per valutare per tempo le opzioni terapeutiche (approcci non chirurgici come la campana a vuoto, o la chirurgia) se necessario.

Tra gli approcci non chirurgici c'è il metodo della campana a vuoto, che applica una pressione negativa sulla parete toracica. Può essere un'opzione in persone selezionate, in particolare durante gli anni di crescita quando la parete toracica è ancora flessibile; è il medico a determinare chi sia un candidato adatto. La famiglia di prodotti Gvacuum di Pectuslab è uno dei dispositivi che applica questo approccio - ma va chiarito: non si afferma alcun tasso di successo né garanzia che il dispositivo elimini palpitazioni, fiato corto o reflusso; l'idoneità viene decisa tramite valutazione medica.

Domande frequenti

Tutti i pazienti con pectus excavatum hanno palpitazioni?

No. Le palpitazioni sono riportate più spesso nei pazienti con compressione grave e vicina al cuore [2][4]; molte persone con una deformità lieve possono non provarle mai.

Il fiato corto compare solo con l'esercizio?

Nella maggior parte dei pazienti il fiato corto diventa più evidente con lo sforzo, ma nelle deformità gravi può notarsi anche nelle attività quotidiane [5][6]. Questo varia da persona a persona e va valutato da uno specialista.

Se ho il reflusso, è colpa del pectus excavatum?

Non si può affermare con certezza. Il reflusso è un disturbo frequente nella popolazione generale, e la sua coesistenza con il pectus excavatum non significa automaticamente un legame causale; è necessaria una valutazione separata.

Questi sintomi significano che è necessario un intervento chirurgico?

No, non da soli. La decisione terapeutica si basa sulla gravità dei sintomi, sul grado della deformità e sui riscontri di esame e test. Gli approcci conservativi e la chirurgia sono opzioni valutate separatamente in base al quadro clinico [2].

Conclusione

Il pectus excavatum non produce sintomi della stessa gravità in tutti i pazienti. Un numero crescente di pubblicazioni collega palpitazioni e fiato corto agli effetti meccanici su cuore e polmoni, mentre il legame con il reflusso non è ancora descritto con la stessa chiarezza. Chiunque presenti uno di questi tre sintomi dovrebbe rivolgersi a uno specialista in grado di valutare insieme la gravità della deformità e le possibili cause - è questa la via più affidabile per un corretto orientamento.

Fonti

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